L’arte, per essere un elemento marginale della società e non venire presto relegata nel solito salotto del collezionista ha bisogno di uscire all’aperto, respirare l’aria della vita reale, mescolarsi insomma con il mondo intorno. Bel sogno delle storiche avanguardie che avevano trasformato i polverosi ateliers in Case d’Arte e portato la loro creatività a respirare aria pura ed a scaldarsi col sole quando brilla.
Io ho da sempre sperato di poter far rivivere vivendo io stesso quel sogno non banale ripensando persino alla figura dell’artista ed al suo ruolo ormai ridotto a stereotipo. Ho quindi abbracciato quei progetti in cui si poteva talvolta sperare di incontrare una qualche bellezza – anche quella decorativa – che in fondo fa bene agli occhi ed allo spirito.
Torino desiderava e meritava una linea di Metro e per questo ne ha allestita una straordinaria, di una certa avanguardia (come si diceva un tempo!) treni veloci, nessun guidatore, architetture belle e funzionali.
Le grandi superfici di cristallo son state da me decorate con immagini che han da fare col nome delle stazioni ed il nome – ovviamente – racconta il luogo che rappresenta.
Una piccola festa di colori che corre veloce coi suoi treni, una città da attraversare in un batter d’occhio.
Da parte mia un omaggio alla mia città e la gioia di far parte di un processo di innovazione che ha reso Torino una delle capitali della cultura non solo nazionale.

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